Il caso: fidarsi dei franchising odontoiatrici?

Quante volte siamo entrati in un supermercato per cercare una cosa o solo per fare un giro per passare il tempo? E quante volte siamo usciti pieni di cose che non avremmo mai cercato se non spinti da quella atmosfera?

Un buon venditore è colui che è in grado di fare nascere un bisogno. Non a caso i supermercati mettono i prodotti che devono essere pubblicizzati in posti strategici e visibili

Cosa centra tutto questo con i dentisti e le cure odontoiatriche?

Perché c’è un rapporto diretto di strategia. Il marketing è infatti prepotentemente entrato in tutti gli aspetti della vita e l’odontoiatria non ne è esente.

Da quando è stato permesso alle società di capitale di entrare nell’odontoiatria, queste hanno trasformato la sanità in business, investendo denaro derivante da altre attività in mirate campagne pubblicitarie che hanno drogato il mercato.

Da tempo stanno aumentando i network odontoiatrici, ovvero catene commerciali che attraverso il franchising aprono strutture che propongono spesso prestazioni a prezzi stracciati, ma soprattutto di scarsa qualità.

odontoiatri associati

fidarsi dei franchising odontoiatrici?

L’immagine accattivante nasconde realtà agghiaccianti: dentisti abusivi, giovani odontoiatri neolaureati e privi di esperienza, preventivi realizzati da commerciali e non da medici. Basta effettuare una semplice ricerca su internet per leggere testimonianze preoccupanti.

Il nesso con i supermercati, sta nell’utilizzo di specchietti per le allodole.

Si propongono sedute di igiene a costi irrisori e si cerca di fare pesca a strascico. Prima o poi nella rete qualcuno cadrà e si troverà impegnato con piani di cura finanziati da un istituto di credito e pagati in anticipo alla struttura, ma senza alcuna certezza per il paziente.

Dove finisce quindi l’etica delle professioni sanitarie? La deontologia? Il giuramento di Ippocrate? Tutte cose superate, obsolete. Nell’epoca della finanza, del mercato globale della nuova economia, solo il denaro ed il successo sono discriminanti.

“Non è saggio pagare troppo, ma non è nemmeno saggio pagare troppo poco. Quando paghi troppo, perdi solo un po’ di denaro, ma quando paghi troppo poco, spesso non ti rimane niente, perché la cosa che hai comperato non ti dà il risultato per il quale è stata acquistata. La norma comune esclude del tutto la possibilità di ricevere molto pagando poco. E’ semplicemente impossibile.”

Meditiamo un attimo su questo e prima di paragonare due prestazioni non facciamo ci fuorviare solo dal costo, guardiamo prima di tutto la professionalità e la serietà.

A cura del Dr. Claudio Cevenini

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